
In questo periodo Catene di eventi stanno travolgendo la nostra vita quotidiana, in questi due mesi abbiamo avuto una enorme concentrazione di catastrofi e lutti, per arrivare all'apice con una tra le più tipiche stragi all'Italiana.
Non credo che in questa sede parlerò di quello che è successo, non amo parlare di cose delle quali ognuno di noi sa già tutto. A dire il vero sapevamo già tutto ancora prima che questi fatti si verificassero, e non per una strana dote di preveggenza, semplicemente perchè l'essere umano è un essere dotato di ragione, e di capacità analitiche molto forti...
Purtroppo se mi guardo bene intorno non mi sembra che queste nostre potenzialità vengano sfruttate.
Non esoneriamoci dalle nostre responsabilità. Siamo costretti e costringiamo gli altri ad accettare situazioni estreme, non per il piacere del brivido, ma per l'intima esigenza di lavorare, il nostro chiudere un'occhio sui nostri diritti espone decine di nostri colleghi alle angherie e all'impossibilità di avere una solida base per le trattative. Il clima di incertezza a cui siamo sottoposti, ci porta a considerare il datore di lavoro come un angelo, come un salvatore, ad invogliarci a far il più del richiesto, a sacrificare la nostra salute fisica e mentale alle sue esigenze. In questa maniera, alziamo lo standard delle prestazioni senza pretendere assolutamente nulla in cambio, svalutiamo e svendiamo l'unica moneta di cui siamo intimamente proprietari, la nostra forza lavoro.
Paradossalmente, ma solo all'apparenza, la colpa di questa situazione si riversa sull'operaio, sul poveraccio costretto a lavorare quattro ore al giorno in più del previsto, semplicemente per esigenze d'azienda. Le misure di sicurezza nelle fabbriche sono obbligatorie, la prudenza è ancor più obbligatoria, ma soprattutto l'unità è fondamentale. Se non rimaniamo uniti nel condannare qualunque tipo di sfruttamento e di sottomissione della forza lavoro, noi ci tiriamo dietro le responsabilità alla stessa maniera dell'imprenditore.
Le vite dei 4 operai morti, bruciati vivi nell'acciai, pesano su tutti noi:
- Sugli imprenditori per primi, che con la loro avidità con la loro cupidigia senza freni vogliono solamente il meglio per la propria azienda (fatta di capitali), piuttosto che per gli operai in carne ed ossa.
La carne può bruciare, i capitali NO!
- Sui sindacati, che troppe volte dicono di si, siglando accordi sotto banco, dando contentini non sufficienti a garantire a coloro che lavorano la sicurezza e la sopravvivenza.
La carne può bruciare, il movimento sindacale NO!
- Sugli addetti alla sicurezza che avevano il dovere di controllare che tutto fosse in regola, niente era in regola, nulla è in regola, solo le mazzette che ogni giorno si vedono passare quasi alla luce del sole!
La carne può bruciare, i propri interessi NO!
- Sugli operai, sui colleghi, e su di loro per primi purtroppo, che non hanno protestato, non si sono rifiutati di lavorare a condizioni di schiavitù. Che devono questo al non aver la forza di reagire, a non poter più avere la voce in capitolo su nulla, scherniti dagli imprenditori, presi in giro dai sindacalisti, ignorati dagli addetti alla sicurezza, loro sono le vere vittime, quelle che bruceranno ancora per molto tempo! Su di loro pesa la responsabilità di essere i più forti e di non averne la consapevolezza!
LA CARNE PUO' BRUCIARE, E QUESTO LO ABBIAMO APPURATO
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