
In una notte senza luna, mi sono trovato solo, in macchina, a guidare senza una meta precisa sulle strade bagnate da una leggera ma incessante pioggia, la mente vuota, vagava tra una curva e l’altra nelle strade deserte della città oramai assonnata. Il rumore dei tergicristalli, ritmico nel suo lamentarsi di una pioggia insufficiente scandiva i secondi della mia guida solitaria. Sui bordi delle strade fradice, solamente pozzanghere, puttane e vecchi clienti insoddisfatti. Una in particolare sembrava molto desiderata, nei numerosi passaggi ho notato molte macchine fermarsi, grandi ammiraglie alla pari di utilitarie formavano una lenta processione nella piazzola di sosta…
Curioso, mi sono accodato, davanti a me, un gruppo di ventenni ubriachi urlava dai finestrini aperti, sfidando il gelo della notte tipicamente invernale, solamente per ribadire oscenità tragicamente evidenti. Aspettando il mio turno, ho notato la sensualità della ragazza, delle gambe affusolate poggiate su tacchi altissimi si fermavano salde su una vita stretta e scoperta, seni minuti ed un viso angelico lasciavano trasparire la giovinezza e l’innocenza, di una ragazzina non ancora matura. Inesperta nei movimenti cercava di rendere il suo corpo ancora più desiderabile di quanto non fosse, offrendo uno spettacolo allo stesso tempo grottesco ed eccitante. La macchina dei ragazzi, forse stufatasi delle contrattazioni del cliente di turno è partita velocemente, immettendosi sulla strada silenziosa, sgommando sul viscido, si è lasciata andare ad un ultima gentilezza:
“Sei solo una troia!” Hanno sentenziato.
Come se non fosse abbastanza evidente.
Perso nel disgusto e nella rabbia ho viso due fari prendere il posto della macchina davanti a me, l’anziano, forse deluso dal prezzo troppo elevato si è allontanato piano. La ragazza ha cominciato di nuovo la sua recita, una splendida interpretazione nei riguardi del truffaldino autista che mi ha sorpassato con tanta decisione.
Una splendida interpretazione, irresistibile nel suo fascino.
La ragazza poco dopo ha aperto la portiera ed è salita, lanciandomi uno sguardo ed un cenno di saluto, più disperato di quanto non lasciasse intendere.
In una notte senza Luna, tornando a casa nelle strade bagnate della mia città, mi sono sentito un verme, ancora una volta ho fallito, Le avrei evitato volentieri almeno quei venti minuti di umiliazione...
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