giovedì, 15 gennaio 2009



In una notte senza luna, mi sono trovato solo, in macchina, a guidare senza una meta precisa sulle strade bagnate da una leggera ma incessante pioggia, la mente vuota, vagava tra una curva e l’altra nelle strade deserte della città oramai assonnata. Il rumore dei tergicristalli, ritmico nel suo lamentarsi di una pioggia insufficiente scandiva i secondi della mia guida solitaria. Sui bordi delle strade fradice, solamente pozzanghere, puttane e vecchi clienti insoddisfatti. Una in particolare sembrava molto desiderata, nei numerosi passaggi ho notato molte macchine fermarsi, grandi ammiraglie alla pari di utilitarie formavano una lenta processione nella piazzola di sosta…

Curioso, mi sono accodato, davanti a me, un gruppo di ventenni ubriachi urlava dai finestrini aperti, sfidando il gelo della notte tipicamente invernale, solamente per ribadire oscenità tragicamente evidenti. Aspettando il mio turno, ho notato la sensualità della ragazza, delle gambe affusolate poggiate su tacchi altissimi si fermavano salde su una vita stretta e scoperta, seni minuti ed un viso angelico lasciavano trasparire la giovinezza e l’innocenza, di una ragazzina non ancora matura. Inesperta nei movimenti cercava di rendere il suo corpo ancora più desiderabile di quanto non fosse, offrendo uno spettacolo allo stesso tempo grottesco ed eccitante. La macchina dei ragazzi, forse stufatasi delle contrattazioni del cliente di turno è partita velocemente, immettendosi sulla strada silenziosa, sgommando sul viscido, si è lasciata andare ad un ultima gentilezza:


 “Sei solo una troia!” Hanno sentenziato.


Come se non fosse abbastanza evidente.

Perso nel disgusto e nella rabbia ho viso due fari prendere il posto della macchina davanti a me, l’anziano, forse deluso dal prezzo troppo elevato si è allontanato piano. La ragazza ha cominciato di nuovo la sua recita, una splendida interpretazione nei riguardi del truffaldino autista che mi ha sorpassato con tanta decisione.

Una splendida interpretazione, irresistibile nel suo fascino.

La ragazza poco dopo ha aperto la portiera ed è salita, lanciandomi uno sguardo ed un cenno di saluto, più disperato di quanto non lasciasse intendere.


In una notte senza Luna, tornando a casa nelle strade bagnate della mia città, mi sono sentito un verme, ancora una volta ho fallito, Le avrei evitato volentieri almeno quei venti minuti di umiliazione...

lunedì, 31 dicembre 2007

Vi sono cose che non è possibile dire a parole, che però rigurgitano di importanza all'interno della nostra mente. L'unico modo che abbiamo di esprimere ciò che ci turba a volte è parlare d'altro, in modo da riflettere nelle nostre opinioni, nella fattispecie nei nostri scritti quello che in realtà vogliamo dire.

Rebecca è partita, è più di un anno che ho perso le sue tracce, non ho smesso di indagare, le sue amiche non sono state molto disponibili a condividere con me le loro vite come lei ha fatto prima di loro. Sono più che comprensibili, la loro paura e la loro sottomissione al sistema in cui sono costrette a vivere, il più delle volte crea una barriera infrangibile con la quale è difficile combattere. Rebecca al momento è a Barcellona, svolge lo stesso lavoro di prima, ha lasciato l'Italia, non so se per sua scelta ma lo spero vivamente. Le ragazze con cui ho parlato, con cui ho provato ad instaurare un rapporto simile, non hanno dimostrato il suo stesso interesse ad aprirsi. Notte dopo notte sono la, sulla strada, esposte alle più ignobili e disgustose mansioni che un uomo possa concepire. Molte volte la barriera che si crea tra loro e il mondo "normale" è data proprio dal mestiere che svolgono, sembrano quasi dimenticarsi della loro situazione, si rifugiano, immedesimandosi nell'apparenza che sono costrette a vestire notte dopo notte, in quella stessa vita che hanno odiato per anni, cercano lati positivi, all'inizio solamente per non pensare a quello che sta capitando loro, successivamente quello che fanno diventa il mezzo per conseguire questi piccoli ed aleatori successi.

E' a questo punto che qualcosa cambia, non c'è più alcuna voglia di lottare, alcun odio, solamente un impensabile distacco e un'indifferenza maligna per la loro stessa persona, è a questo punto che sono veramente perdute. Nessun aiuto è arrivato quando loro chiamavano urlando a chiunque si fermasse, dall'alto dei loro tacchi a spillo, circondate da un velo di sensualità corrotta, con quegli occhi carichi di lacrime che non scendono, con quei sorrisi che sottintendono solamente disgusto e pianto. Le ragazze che ho trovato per la strada, sono ragazze distaccate, indifferenti, senza più alcuna sensibilità e amor proprio, il disgusto che dicono di provare per quello che fanno non è più sincero, sembra quasi che non ne siano coinvolte. La mia tristezza per loro aumenta enormemente, non vi sono più appigli a cui aggrapparsi per non sprofondare, quindi decidono di buon grado di assecondare la caduta.

Questa è una nostra responsabilità, questa è una diretta conseguenza di un nostro dovere mancato. Mentre gongoliamo in queste idiote e insulse feste all'interno di negozi, sotto alberi di natale plastificati, in presepi viventi che non hanno nessuna funzione spirituale, se non quella di stupire, dovremo per un attimo gettare lo sguardo al di fuori del finestrino della nostra auto, dovremmo spogliarci della libidine e del pregiudizio e guardare queste creature per quello che veramente sono... Solamente delle persone, uomini e donne che invocano aiuto, che chiedono una scelta e che piangono l'inesorabile morire della loro anima.

mercoledì, 07 febbraio 2007



[...] 
- Il problema - continuò lei - è quando non i poliziotti vogliono fare il loro dovere, vengono quì, per chiederci il permesso di soggiorno, io più di una volta sono scappata tra i campi, mi sono fatta male.
- Ma se ti prendono che ti fanno?
- Se sei fortunato, ti schedano e poi ti rilasciano, altrimenti ti mandano in un centro di raccolta temporanea, e poi tutto ricomincia da capo. Io non faccio nulla di male qui...

Sandra mi mostra qualche cicatrice, ne ha molte, soprattutto sulle gambe e sulle braccia, mi racconta di essersele procurate nel tentativo di scappare dalla polizia, in mezzo ai rovi e per i campi. Solo una volta, mi spiega, l'hanno presa, l'hanno portata in caserma, ma dopo 3 ore l'hanno rilasciata... E' stata "fortunata".
A questo punto Sandra mi fa segno di tornare, mi ringrazia,  e mi invita a tornare di nuovo da lei, le farebbe molto piacere rivedermi, ma ora deve tornare al lavoro.
La accompagno, ho un groppo alla gola molto forte, so di ricondurre la schiava dal padrone, mi faccio schifo, ma non posso far altro.
La faccio scendere, vedo che già una macchina è ferma ad aspettarla, dopo avermi ringraziato di nuovo, Sandra entra nell'altra macchina.
Voi, piccoli avvoltoi, che la notte non desiderate altro che carne, che inseguite nelle vostre auto scure una mezz'ora di piacere a pagamento, Voi che osate contrattare il prezzo che una donna è costretta a dare alla propria dignità, Vergognatevi se ne siete capaci... Mi rivolgo a voi Uomini degni di questo nome, non esiste perdono, non esiste redenzione per chi vive sfruttando i suoi simili. L'unica cosa che posso augurarvi è che un giorno, proviate sulla vostra pelle, lo stesso inferno in cui ogni sera costringete questi Angeli senz'ali...

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martedì, 06 febbraio 2007



I colori della notte cominciano a sfumare mentre io e Sandra continuiamo a parlare, è molto spiritosa, ride alle mie battute, una ragazza normale, assolutamente normale...

- Come mai hai deciso di venire qui in Italia... Avevii idea di cosa ti aspettasse?
- Si lo sapevo, tutti sanno, ma non importa, meglio vivere male qui che morire a casa.
- Tengono in ostaggio i tuoi familiari vero?
- Si, se scappo non so cosa potrebbe succedergli.
- Ma quanti soldi devi rendere al tuo protettore?
- Ancora 20'000 euro, fino ad ora in quattro anni ho reso 30'000 euro
- Ma scusa, sei obbligata a fare questo lavoro?
- No ma cosa posso fare, non ho il permesso di soggiorno, quindi tutti i lavori "normali" sono esclusi, in questo modo sono quasi sicura che non mi rimanderanno a casa. Questo è l'importante!
- Anche la polizia è daccordo?
- Alle volte si, alle volte ci ignorano, altre volte sono clienti[...]

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