martedì, 12 febbraio 2008

Fronde verdeggianti, come vive si muovono nell’aria invernale, tutto sembra regolare, pacifico, tutto appare canonico nella sua monotonia. Tutto tranne un bisbiglio, una nota fugace nel meriggio inoltrato, rapidamente lo sguardo vola tra facce sconosciute, rapidamente l’orecchio si tende a svelare l’arcano, una dolce voce aleggia intorno, incomprensibilmente avvolta da un sottofondo ventoso. Nulla di più intenso posso attendermi. Sento il frusciare della mano sulla carta, sento l’armonia che emana la sua figura, così perfetta e tuttavia così mancante, la tentazione è grande, la sua vita mi deve appartenere, una figura così leggiadra non può esistere se non nella morte. Il dolce sapore sanguigno scende in me. Un grido soffocato nel palmo della mia mano, mentre con avidità avvicino le labbra al taglio per godere del suo succo più intimo, facendo si che la sua anima sia mia per sempre… Racchiusa nel piccolo scrigno che vaga nel vuoto del mio inconscio.

by AnArKiKOs | commenti (1)
Commenti
#1    15 Marzo 2008 - 14:23
 
Lascio un bacio per quel taglio...a volte così necessari, vero?
Se il sapore del sangue serve a farci sentire più vivi, allora sia, ma che ne rimanga sempre a sufficenza per farci vivere!
Kiss
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