Vi sono cose che non è possibile dire a parole, che però rigurgitano di importanza all'interno della nostra mente. L'unico modo che abbiamo di esprimere ciò che ci turba a volte è parlare d'altro, in modo da riflettere nelle nostre opinioni, nella fattispecie nei nostri scritti quello che in realtà vogliamo dire.
Rebecca è partita, è più di un anno che ho perso le sue tracce, non ho smesso di indagare, le sue amiche non sono state molto disponibili a condividere con me le loro vite come lei ha fatto prima di loro. Sono più che comprensibili, la loro paura e la loro sottomissione al sistema in cui sono costrette a vivere, il più delle volte crea una barriera infrangibile con la quale è difficile combattere. Rebecca al momento è a Barcellona, svolge lo stesso lavoro di prima, ha lasciato l'Italia, non so se per sua scelta ma lo spero vivamente. Le ragazze con cui ho parlato, con cui ho provato ad instaurare un rapporto simile, non hanno dimostrato il suo stesso interesse ad aprirsi. Notte dopo notte sono la, sulla strada, esposte alle più ignobili e disgustose mansioni che un uomo possa concepire. Molte volte la barriera che si crea tra loro e il mondo "normale" è data proprio dal mestiere che svolgono, sembrano quasi dimenticarsi della loro situazione, si rifugiano, immedesimandosi nell'apparenza che sono costrette a vestire notte dopo notte, in quella stessa vita che hanno odiato per anni, cercano lati positivi, all'inizio solamente per non pensare a quello che sta capitando loro, successivamente quello che fanno diventa il mezzo per conseguire questi piccoli ed aleatori successi.
E' a questo punto che qualcosa cambia, non c'è più alcuna voglia di lottare, alcun odio, solamente un impensabile distacco e un'indifferenza maligna per la loro stessa persona, è a questo punto che sono veramente perdute. Nessun aiuto è arrivato quando loro chiamavano urlando a chiunque si fermasse, dall'alto dei loro tacchi a spillo, circondate da un velo di sensualità corrotta, con quegli occhi carichi di lacrime che non scendono, con quei sorrisi che sottintendono solamente disgusto e pianto. Le ragazze che ho trovato per la strada, sono ragazze distaccate, indifferenti, senza più alcuna sensibilità e amor proprio, il disgusto che dicono di provare per quello che fanno non è più sincero, sembra quasi che non ne siano coinvolte. La mia tristezza per loro aumenta enormemente, non vi sono più appigli a cui aggrapparsi per non sprofondare, quindi decidono di buon grado di assecondare la caduta.
Questa è una nostra responsabilità, questa è una diretta conseguenza di un nostro dovere mancato. Mentre gongoliamo in queste idiote e insulse feste all'interno di negozi, sotto alberi di natale plastificati, in presepi viventi che non hanno nessuna funzione spirituale, se non quella di stupire, dovremo per un attimo gettare lo sguardo al di fuori del finestrino della nostra auto, dovremmo spogliarci della libidine e del pregiudizio e guardare queste creature per quello che veramente sono... Solamente delle persone, uomini e donne che invocano aiuto, che chiedono una scelta e che piangono l'inesorabile morire della loro anima.
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