
Ci sono momenti nella vita di qualcuno nei quali non è semplice trovare le motivazioni per andare avanti, il mondo sembra crollare, la mancanza di ambizione in una società consumistico-capitalista come la nostra, è un handicap difficilmente colmabile, il passaggio dalla fanciullezza alla realtà di una vita ricolma di responsabilità e sulla quale far affidamento a volte è traumatico, altre è letale.
Non vi sono regole scritte, manuali di knowhow a cui appellarsi, c'è solamente la strenua ricerca di una via d'uscita che a volte fatichiamo a trovare. Trovarsi passioni nuove, stranezze che riescano a tenere la mente occupata e che riescano a rendere più semplice la reazione, ci sono e devo dire che purtroppo sono anche troppe. La superficialità delle alternative, la privatio contenutistica di attività che sono largamente diffuse nella nostra società, è disarmante.
Gran parte di questa decadenza è dovuta non tanto al progresso, inteso come progresso tecnologico, come miglioramento della qualità della vita, il continuo e inesorabile decadimento a cui è sottoposta la nostra società, diventa direttamente proporzionale alla sistematica invadenza dei nuovi sistemi propagandistici nella nostra vita privata. L'influenza psicologica che subiamo fin da piccoli, tartassati fin dalle età più innocenti da prodotti che ci appaiono in pubblicità ultratecnologiche, con personalità ben definite e con situazioni paradossali che entrano a far parte del nostro comune immaginario, porta il nostro cervello, il nostro fisico, a dover compensare la nostra inadeguatezza con doni che ci scegliamo in base alla loro inutiità. Più una cosa è inutile, più è accessoria e più è desiderabile. Se non abbiamo le possibilità di possedere l'oggetto dei nostri desideri, ci sentiamo in dovere di fare di tutto per porre rimedio alla cosa, ci sentiamo in dovere (tranne rare eccezioni) di amalgamarci in quell'omologazione generale che non può far altro che darci sicurezza...
E' risaputo, l'unione fa la forza...
Il messaggio subliminale, a questo punto della nostra storia, non è più da ricercarsi all'interno delle trasmissioni televisive, non si può nemmeno ritrovare negli spot pubblicitari, la profonda ingerenza del materiale nelle nostre vite private, parte in primo luogo dai nostri coetanei, dalle persone che abbiamo vicino, dalle donne e dagli uomini che prima di noi sono caduti nella patologia dell'inadeguatezza. Come un Pavone spiega le piume, come un più comune e meno nobile volatile quale il gallo o il piccione ingrossano il petto, così noi ci crogioliamo nei nostri orpelli esteriori, cadendo dal nostro status di esseri superiori, per atterrare con un fragoroso schianto alle origini animalesche ed istintive della nostra specie.
Naturalmente anche io non sono coerente con le mie parole, milioni di passioni inutili e assolutamente superficiali mi attanagliano ogni giorno, la sensazione di sprecare il mio tempo oramai fa parte del mio vivere quotidiano, il disagio con cui ho imparato a convivere non rappresenta più un problema insormontabile, so di essere un individuo fallace, soggetto forse anche più di altri alle tentazioni e particolarmente suggestionabile. Tuttavia per quanto posso, cerco di contrastare i miei istinti, di ragionare su quello che sia giusto e su quello che sia inutile fare, non sempre vinco... Credo però che il rendersi conto della propria banalità e della propria inutile dissolutezza, sia già un passo verso una maggior consapevolezza delle proprie priorità, che porterà sicuramente ad un'evoluzione piuttosto che ad un'involuzione come quella alla quale siamo sottoposti ad oggi.
[Io sono l'unico in grado di aiutare me stesso,
Tutto il resto, rimane soltanto un contorno di spunti.]
A volte l'ho trovato utile