sabato, 31 marzo 2007




La Cei ha fatto la sua scelta, ostacolare con ogni mezzo e con ogni suo potere una legge come quella dei DiCo, incompleta e non risolutiva, visto e considerato gli standard europei a cui giustamente dovremmo essere abituati. Le nostre più alte sfere ecclesiastiche, forse preoccupate di una legittimazione "ingiusta" di unioni al di fuori del matrimonio cattolico, stanno svolgendo una campagna di terrorismo mediatico basato su presunzioni di peggioramento a cui questi patti civili condurrebbero. Oggi mi ha stupito il fatto che il nuovo presidente della Cei, Bagnasco,  in una nota non ufficiale, abbia parlato di una necessaria degenerazione verso il peggio, a cui questa strada politica porterebbe, degenerazione, il cui culmine sarebbe una legalizzazione dell'incesto e della pedofilia consensuale...
Mi sembra inutile, non doveroso, affermare che certe affermazioni fatte da una personalità istituzionale e religiosa come Bagnasco, siano semplicemente irresponsabili, utilizzare un luogo comune, oramai superato, come il degeneramento verso il peggio, mi sembra l'ennesimo tentativo di spaventare, non tenendo conto della loro intelligenza, una popolazione che oramai da tempo convive assieme a situazioni che, se non hanno reso(come mi si è criticato in un passato post) fino ad ora, renderanno ed è doveroso che rendano NORMALE, quello che oggi da persone in toga è visto come un peccato mortale.

COME RISPOSTA A BAGNASCO VI INVITO A VISITARE QUESTO SITO, IN CUI SONO RACCOLTI I NOMI E LE VICENDE DEI PRETI CONDANNATI PER PEDOFILIA NEGLI ULTIMI ANNI:
http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html
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mercoledì, 28 marzo 2007




Aprite la vostra mente alle nuove oscenità di questo mondo, guardate, senza timore quello che vi concedono di vedere, non è molto intrigante, di sicuro però la dice lunga sulla formazione che ci è richiesta. Gli organi di comunicazione, al momento non sono altro che lo specchio dell'odore stantio, di una campagna elettorale mai finita. Il tanfo di notizie senza senso attornia le nostre vite, il tanfo di informazioni completamente inutili copre la fragranza della ricerca, dell'inchiesta. Ognuno di noi a questo punto, dopo aver fatto zapping pe
r un paio d'ore, dovrebbe, mi auguro, aver voglia di scagliare il suo telecomando contro quella scatola lucente che si trova davanti... Sia un plasma da 4000 euro o solamente un piccolo televisore di vent'anni prima. Possiamo a mio parere rassegnare i nostri animi, stiamo rinunciando giorno dopo giorno alle nostre libertà individuali, alle libertà di associazione, alla nostra libertà di pensiero. Non v'è nulla di più subdolo e schifoso dell'informazione, e delle intromissioni illegittime che siamo costretti ad ingoiare quotidianamente.
La necessità da oramai molto tempo è stata promossa a virtù, non ci rendiamo conto che al momento, in ogni nostro passo siamo monitorati, analizzati, fotografati e schedati. L'unica cosa che sento rispondere dai fatti che vedo intorno a me è:

"Rinunciamo pure a qualche nostra superflua libertà, in favore della più necessaria sicurezza..."

Sei ragazzi, sei cittadini Italiani di origini magrebine, arabe ed africane, in data 26 marzo 2007 sono stati rispediti a casa come appartenenti a nazionalità non gradite al Regno Unito, altri trentaquattro loro compagni hanno potuto invece completare la loro gita scolastica. Precisando che tali studenti erano a tutti gli effetti dei cittadini Italiani, che frequentavano un corso scolastico serale, e che si trovavano in una gita organizzata dai loro professori non appartenevano assolutamente a cittadinanze a "rischio", ma  a RAZZE non gradite. Nessun telegiornale ha avuto il coraggio di dirlo, quasi tutti hanno relegato la notizia in ultima pagina, poco prima dello sport, e molto dopo degli Pseudo-scandali sessuali, di quei maniacci e puttane di politici e vallette.
Questa è la notizia: "In Inghilterra, nostro alleato, e paese amico dell'italia, pochi giorni fa è stato assunto un criterio di selezione profondamente RAZZISTA nei confronti di sei cittadini italiani, che si sono visti dicriminati sulla base di criteri scandalosi, come la nazionalità di appartenenza."
Ma quello che fa più paura, non sono i nostri tanto declamati giorni della memoria, completamente inutili e, devo dire, anche piuttosto ridicoli visti i risultati, quello che fa paura è un silenzio orribile, scellerato che ha pervaso ogni punto della nostra penisola, nessuno ha detto una parola, nessuno, minimamente il nostro governo, tantomeno l'opposizione ha chiesto spiegazioni.  Questi episodi continueranno a nascere ogni giorno, magari saranno meno eclatanti, contribuiranno tuttavia a farci avere ogni anno una giornata della memoria, e ogni giorno a farci dimenticare  quello che  per il nostro bene va ricordato!



P.S.
Lunghe pagine di silenzi hanno solcato la mia mente nelle ultime settimane, mi scuso con chi è rimasto deluso, e rimpiango di non esser stato con voi... Grazie Lulla di avermi  riportato come sempre alla realtà!
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