lunedì, 19 febbraio 2007



La notte si stende buia, nel mattino albeggiante delle notturne creature, l’aria fuori è colma di piccole e rotonde gocce di bruma, sul cielo: scure nubi impediscono a occhi indiscreti, di spiare le piccole lucciole del firmamento.

Il pungente gelo attanaglia le strade, consunte da milioni di tonnellate che, gommeggiando calpestano quotidianamente il loro ruvido corpo.

Brulicano, le strade, di odori e fastidiosi, quanto mai volgari schiamazzi urtano i sensi dell’ambiente, che avvampa crepuscolare, di una manifesta ira che, sempre più scura intorbidisce, col nero manto della vendetta, l’arroganza dell’uomo.

Avanzando, lentamente il clamore scema nell’aria, lasciando il posto ad un tetro torpore, che palpabile avanza in un silenzio irreale.

Pochi azzardano parole, questi rispettosi sussulti vengono tollerati, dall’oramai quieta notte, adagiata nella fredda, giovane giungla di pietra e di metallo.

Abbaglianti nubi sovrastano l’artificiale sepolcro, imponendosi con forza, nel regno della lattea luce. La pacatezza dei luoghi tranquillizza l’oscura donna, che pian piano lascia cadere la furia incontrollata, per dedicarsi alle sue creature, che, con insistente ansia premono per essere liberate, i loro corpi tremanti si tendono al pari delle corde di mille viole, obbedienti, attendono l’attimo in cui i bianchi occhi della loro signora, volgeranno il loro pallido sorriso, in direzione delle loro teste.

Un’amata progenie, risorge, dalle ceneri di un quotidiano letargo, dilettando in un concerto di voci indecifrabili, i commossi sensi di una madre apprensiva, a cui non resta che assistere inevitabilmente al macabro spettacolo, dell’orrendo massacro, dell’indifesa stirpe.

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martedì, 13 febbraio 2007



Come non poter concordare, la mobilità è una delle forme più abiette di alienazione moderna che si possano concepire. Riscoprire i vecchi metodi di locomozione, questo è un inizio incoraggiante, bicicletta, animali e finalmente, il magico andare a piedi.L'uomo ha sempre manifestato una grande capacità adattiva al mondo che lo circonda, mi chiedo cosa ci impedisca ora, di adattarci ai nostri nuovi bisogni. Manca solidarietà, manca il rispetto, soprattutto verso i nostri avi, non dimentichiamo che dalla fine del 1700 fino ad ora la gente ha combattuto per ideali di libertà e di indipendenza, ha combattuto per ottenere un'emancipazione seria da folli poteri totalitari. Come possiamo oggi noi guardarci alle spalle con un minimo di orgoglio, come possiamo sperare che i nostri avi apprezzino quello che stiamo facendo? Siamo schiavi di tonnellate di ferro che bruciano combustibile naturale, distruggiamo le nostre vite, le città in cui viviamo, diveniamo ostili verso noi stessi e verso gli altri. Impariamo a sfruttare meglio ciò che abbiamo, se per una volta rinunciassimo al sovrappiù, forse potremmo attuare la più grande ed efficace forma di protesta mai vista. Il nostro potere sta nelle decisioni che prendiamo, l'essere autonomi oggi significa avere un potere sconfinato, il saper riflettere con la propria testa, il poter guardare al di la di quello che ci lasciano vedere... E' tutto così lampante e chiaro, non siamo degli automi, siamo uomini, cominciamo a comportarci da tali!

Questo post è riferito ad un articoo pubblicato su WWW:BEPPEGRILLO:IT, se volete leggere l'articolo dovete solamente cliccare sulla foto.
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lunedì, 12 febbraio 2007



"Loro ci dicono che stanno insegnando la democrazia.
Noi diciamo: 'Come fate a insegnare la democrazia attraverso la canna di una pistola?' "
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lunedì, 12 febbraio 2007




Nell’ angolo angusto della nostra mente vi sono parole troppo pesanti per essere dette, nel nostro cuore non conta nulla all’infuori di noi stessi,  una lacrima versata non è solamente una goccia di acqua e sale, nel nostro pianto tutto è racchiuso, tutto è fondamentale la nostra vita è un’ insieme di emozioni,  non esiste niente di brutto, ma tutto è caratterizzante.
Non ci sono persone malvagie e persone buone ci sono solo persone , l’unica differenza è che molte di queste hanno paura di piangere e di ridere, le persone possono cambiare ma rimarranno comunque e sempre quello che sono state, niente può essere migliore di come è perché tutto è perfetto, sia che una persona muoia, sia che una persona viva tutto rimane comunque perfetto, pacifico, niente è più bello della varietà del mondo, niente è più bello dei colori, dei sapori della nostra vita, sia che questi siano neri ed aspri, sia che siano dolci e rosa tutto quello che siamo nel bene e nel male ci avvolge, ci identifica, ci rende partecipi della storia che ogni giorno nasce intorno a noi, niente è più alto più irraggiungibile della perfezione del mondo, niente è stato e sarà mai così aperto e incredibilmente splendido. Perché sovvertire tutto ciò, perché vogliamo a tutti i costi distruggere ciò che ci rende persone?

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