
PABLO PICASSO
Tête de femme qui pleure - Postscriptum à Guernica, 1937
(Testa di donna che piange - Postscriptum a Guernica)
Grafite, pastello e olio su tela, 55 x 46 cm.
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, in deposito al Museo del Prado, Madrid
Oggi ho visto un film, non particolarmente illuminante, le tematiche che proponeva le conoscevo già avendole provate in prima persona più volte. Il titolo mi ha colpito molto più della storia: "Una volta nato non puoi più nasconderti!", non ricordo se sono le parole precise ma dovrebbe rendere l'idea. La storia, non particolarmente curata, serve solo da specchio per porre luce sulle condizioni di abbandono che gruppi clandestini di immigrati, si trovano a dover sopportare ogni giorno. Ragazzine vendute come prostitute, schiave dei nostri giorni, ragazzi e uomini trattati come animali, ogni giorno portati all'esasperazione. Molte volte mi chiedo se ci sia un piano, un piano nascosto volto a tutelare coloro che sfruttano fino all'osso popolazioni indigenti. Gente che non ha nulla, si ritrova privata anche della propria dignità, ogni notte, quando torno dal centro verso casa, passo di fronte a strade colme di ragazze, ragazze di colore, rumene, trans colombiani e italiani. Ogni volto che riesco a scorgere alla luce dei lampioni che li illuminano, trasuda impotenza e rassegnazione. Il traffico di notte in quella strada è pazzesco, colonne di macchine sfilano a 40 km/h, frenando puntualmente in corrispondenza di ogni ragazza. Quando con i fari della mia macchina, passando illumino i volti dalla parte opposta della strada, vedo facce maligne, contorte dal desiderio in oscene smorfie, alcuni sorridono altri invece sono molto seri, quasi professionali. Non credo che questi si rendano conto di quello che stanno facendo a queste povere creature. Forse se ogni rapporto a pagamento venisse visto per quello che è, una violenza carnale in piena regola, uno stupro, e non come un bene che possa essere acquisito, forse qualcuno inizierebbe a riflettere su quello che sta facendo. Come si può, dico io, razionalmente pensare di poter dare un prezzo alla dignità di una persona, poichè in queste strade quelle ragazze non vendono sesso, non vendono amore, vendono la loro dignità, si spogliano della loro sensibilità per lasciar spazio all'indifferenza. Ogni ragazza deve al suo protettore (almeno per quanto riguarda le ragazze di colore) 80'000 euro, la fedeltà di queste povere creature è assicurata al protettore dalla minaccia costante di infliggere gravi sofferenze alla famiglia, rimasta nel paese di origine. Intere famiglie vengono tenute sotto il controllo della criminalità locale, se la ragazza scappa o crea qualche problema il protettore da l'ordine di agire nei confronti della famiglia. Di solito ogni ragazza impiega dai 4 ai 6 anni per pagare la propria libertà, lavorando ogni sera, alle volte arrivano a "soddisfare" anche 15/20 clienti. Molte di loro alla fine si ritrovano senza nulla, e sono costrette a continuare il lavoro che almeno le fa mangiare, altre molto meno fortunate scoprono di aver contratto malattie gravi che comprometteranno la loro capacità di generare e che nei casi più gravi, possono portare alla morte (vedi AIDS). Nella notte, sotto i lampioni, soffermatevi a guardare i volti di queste ragazze, guardate le loro facce, la disillusione lascia spazio solo poche e rare volte ad atteggiamenti di umanità, come automi affrontano la loro vita: convinte che comunque vada nulla possa cambiare. Purtroppo hanno ragione, gli interessi economici e di convenienza sono molto più alti di quanto si possa pensare. Protettori di facciata lasciano spazio a personalità pubbliche, che si arricchiscono con i profitti collaterali dello sfruttamento. Nella mia città tempo fa, l'assessore alle politiche sportive fu indagato per sfruttamento della prostituzione, dato che forniva alle ragazze appartamenti in affitto dove ricevere i clienti. L'indagine è iniziata qualche mese fa, per 15, 20 giorni la stampa locale ha tenuto la notizia in prima pagina; ad oggi non se ne sa più nulla. Oggi pomeriggio ho visto il suddetto assessore passeggiare sorridente ed allegro insieme ad altri uomini, nella strada principale della città.
Ripensando alla scena, mi chiedo ancora se una reazione violenta sarebbe stata opportuna...