mercoledì, 29 novembre 2006

Naqoyqatsi... qualcuno si sarà chiesto cosa significa questa strana parola, composta di tre sillabe è usata nel linguaggio proprio di una tribù dell'Amazzonia con il significato di  "VIOLENZA CIVILIZZATA".
Questo è il titolo di un film documentario del regista Godfrei Reggio, la particolarità di questo film è di non essere parlato, ma di rappresentare un connubio perfetto tra immagine e suono. Nel film si viene coinvolti in sequenze surreali e talvolta di difficile interpretazione, le immagini sono tratte dal mondo reale, e mixate le une con le altre in un gioco di dissolvenze e colori. Quello che emerge dal film sono situazioni quotidiane estrapolate da differenti parti del globo, immagini in contrasto tra di loro, alle volte talmente criptiche da lasciare solamente un vago senso di disorientamento. Guardando il film si viene condotti per quasi due ore attraverso una allucinazione consapevole, dalla quale difficilmente potremo uscire con un sorriso sulle labbra.

Il mio consiglio? Vale la pena di essere visto!

by AnArKiKOs | commenti (4) | commenti (4)(popup)
Link | categoria:film
lunedì, 27 novembre 2006

NAQOIQATSI

Buonasera a tutti, avrei molte cose di cui parlare stasera, ma quella che al momento solletica di più la mia immaginazione, ed il mio spirito di contestazione è senza alcun dubbio la notizia, oramai vecchia di un paio di giorni, dell'avvelenamento da parte di spie russe di un cittadino britannico, ex dipendente kgb e completamente contrario alla politica di Putin. L'assassino si è servito di Polonio, un elemento radioattivo,  molto pericoloso che potrebbe aver contaminato anche altre persone, dato che il tutto si è svolto in un Sushi cafè del centro londinese...

Questi sono i fatti.

Quali reazioni dovremmo avere a queste notizie? Come dovremmo reagire a quello che ci sta capitando intorno? In tutto il mondo si stanno moltiplicando episodi di questo genere. Se prima con la guerra fredda tali "operazioni" potevano essere all'ordine del giorno, ora come ora io non credo che questo possa essere tollerato. Oltre al tanto declamato disgelo, in cui poche persone  si sono alleate con al centro lo scopo comune dell'acquisizione del controllo totale sulle popolazioni e sulle politiche estere ed interne dei vari paesi. Qui ci troviamo in balia di una nazione potentissima e sconfinata come la Russia, che viene guidata da un ex  capo dei servizi segreti, fattosi largo a forza di omicidi e di repressioni, dall'altra parte del globo troviamo la nazione militarmente ed economicamente più importante dell'intero globo, comandata da un uomo che l'unico pregio che ha è quello di non aver nulla da dire se non... "Combatteremo e vinceremo per la gloria della nostra nazione e per le nostre radici democratiche!" e che effettivamente ha l'aria piuttosto stupida. La Cina... un paese dove ogni rimostranza viene passata a ferro e fuoco, dove vige il rigore delle armi e dello stato. Dove la libertà dei cittadini è limitata alla vita, e alle volte nemmeno a quella. Non possiamo assolutamente tollerare cose del genere, popolazioni intere schiavizzate e asservite mentalmente. Incentivi alla tortura vengono dati dalle stesse persone che si ergono a promotori della democrazia, persone scompaiono in ogni parte del globo, giornalisti vengono messi a tacere con le armi.

 Mi chiedo solamente quanto ci vorrà, perchè la gente si renda conto che un manipolo di politicanti e di uomini, non può e non potrà mai pretendere di avere il controllo su tutti noi. Generazioni intere vengono tenute al guinzaglio, in cambio di un benessere molto discutibile, noi cediamo la nostra più grande libertà, come nei film western in cambio di un po' di acqua di fuoco... Ammaliati dalle luci della ribalta, dalle infinite possibilità del denaro, dalla celebrità, rinunciamo alle nostre vite per abbracciare quelle di altri. Ci rifugiamo in telefilm a puntate, fatti di attori belli, smaglianti, ma assolutamente incapaci. Rinunciamo alle emozioni per l'indifferenza, rifugiandoci sempre di più in uno squallido anonimato.

Non dobbiamo rinunciare alla nostra individualità.

by AnArKiKOs | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:polemiche
sabato, 25 novembre 2006

Scusate se non mi sono fatto sentir, in questo periodo ho avuto molto da fare, troppo da fare. Non mi piace passare una intera settimana senza scrivere, no direi che tali errori non dovranno ripetersi molto spesso.

Per farmi perdonare della mia assenza ingiustificata vorrei regalare, a coloro di voi che hanno una linea di connessione veloce, il sito di una televisione indipendente online con migliaia di filmati e di documentari, secondo me molto interessanti. http://www.arcoiris.tv molti di voi già conosceranno questa tv, ma, dato che non è molto pubblicizzata facciamo in modo di darle un po' di visibilità. Ah dimenticavo... E' GRATUITA naturalmente.

Fino ad ora ho scritto su questo blog solamente post molto impersonali, che riguardavano più che altro tematiche che mi interessavano, non che ci veda nulla di sbagliato, ma ho deciso comunque, pur mantenendo queste "rubriche", di scrivere anche qualcosa di più inerente la mia vita.

Stasera, il programma sarà di andare a vedere un concerto gratuito, suona nel locale sotto casa mia la cover band ufficiale dei Led Zeppelin, indi per cui questa sera non sarò rintracciabile... se qualcuno di voi vuol farsi un po' di km o semplicemente abita vicino ad Arezzo il locale è lo STORYVILLE .

Buona serata a tutti ci sentiremo prossimamente!

by AnArKiKOs | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:altro
martedì, 14 novembre 2006

PABLO PICASSO
Tête de femme qui pleure - Postscriptum à Guernica, 1937
(Testa di donna che piange - Postscriptum a Guernica)
Grafite, pastello e olio su tela, 55 x 46 cm.
Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, in deposito al Museo del Prado, Madrid

Oggi ho visto un film, non particolarmente illuminante, le tematiche che  proponeva le conoscevo già avendole provate in prima persona più volte. Il titolo mi ha colpito molto più della storia: "Una volta nato non puoi più nasconderti!", non ricordo se sono le parole precise ma dovrebbe rendere l'idea. La storia, non particolarmente curata, serve solo da specchio per porre luce sulle condizioni di abbandono che gruppi clandestini di immigrati, si trovano a dover sopportare ogni giorno. Ragazzine vendute come prostitute, schiave dei nostri giorni, ragazzi e uomini trattati come animali, ogni giorno portati all'esasperazione. Molte volte mi chiedo se ci sia un piano, un piano nascosto volto a tutelare coloro che sfruttano fino all'osso popolazioni indigenti. Gente che non ha nulla, si ritrova privata anche della propria dignità, ogni notte, quando torno dal centro verso casa, passo di fronte a strade colme di ragazze, ragazze di colore, rumene, trans colombiani e italiani. Ogni volto che riesco a scorgere alla luce dei lampioni che li illuminano, trasuda impotenza e rassegnazione. Il traffico di notte in quella strada è pazzesco, colonne di macchine sfilano a 40 km/h, frenando puntualmente in corrispondenza di ogni ragazza. Quando con i fari della mia macchina, passando illumino i volti dalla parte opposta della strada, vedo facce maligne, contorte dal desiderio in oscene smorfie, alcuni sorridono altri invece sono molto seri, quasi professionali. Non credo che questi si rendano conto di quello che stanno facendo a queste povere creature. Forse se ogni rapporto a pagamento venisse visto per quello che è, una violenza carnale in piena regola, uno stupro, e non come un bene che possa essere acquisito, forse qualcuno inizierebbe a riflettere su quello che sta facendo. Come si può, dico io, razionalmente pensare di poter dare un prezzo alla dignità di una persona, poichè in queste strade quelle ragazze non vendono sesso, non vendono amore, vendono la loro dignità, si spogliano della loro sensibilità per lasciar spazio all'indifferenza. Ogni ragazza deve al suo protettore (almeno per quanto riguarda le ragazze di colore) 80'000 euro, la fedeltà di queste povere creature è assicurata al protettore dalla minaccia costante di infliggere gravi sofferenze alla famiglia, rimasta nel paese di origine. Intere famiglie vengono tenute sotto il controllo della criminalità locale, se la ragazza scappa o crea qualche problema il protettore da l'ordine di agire nei confronti della famiglia. Di solito ogni ragazza impiega dai 4 ai 6 anni per pagare la propria libertà, lavorando ogni sera, alle volte arrivano a "soddisfare" anche 15/20 clienti. Molte di loro alla fine si ritrovano senza nulla, e sono costrette a continuare il lavoro che almeno le fa mangiare, altre molto meno fortunate scoprono di aver contratto malattie gravi che comprometteranno la loro capacità di generare e che nei casi più gravi, possono portare alla morte (vedi AIDS). Nella notte, sotto i lampioni, soffermatevi a guardare i volti di queste ragazze, guardate le loro facce, la disillusione lascia spazio solo poche e rare volte ad atteggiamenti di umanità, come automi affrontano la loro vita: convinte che comunque vada nulla possa cambiare. Purtroppo hanno ragione, gli interessi economici e di convenienza sono molto più alti di quanto si possa pensare. Protettori di facciata lasciano spazio a personalità pubbliche, che si arricchiscono con i profitti collaterali dello sfruttamento. Nella mia città tempo fa, l'assessore alle politiche sportive fu indagato per sfruttamento della prostituzione, dato che forniva alle ragazze appartamenti in affitto dove ricevere i clienti. L'indagine è iniziata qualche mese fa, per 15, 20 giorni la stampa locale ha tenuto la notizia in prima pagina; ad oggi non se ne sa più nulla. Oggi pomeriggio ho visto il suddetto assessore passeggiare sorridente ed allegro insieme ad altri uomini, nella strada principale della città.

Ripensando alla scena, mi chiedo ancora se una reazione violenta sarebbe stata opportuna...

by AnArKiKOs | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:polemiche